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LA BORROMEA

LA BORROMEA: Traffiume - Cavaglio - Gurrone - Spoccia - Orasso - Cursolo - Finero

Difficoltà: *

Tempo di salita: h 5,30

Dislivello: m 1150

In molti tratti questa strada è ormai stata violata e ricoperta d’asfalto, il metodo migliore per cancellarne la memoria. Questa antica arteria del traffico di genti e mercanzie cannobine prende il nome da S. Carlo Borromeo che compì in valle una visita pastorale nel 1574. Dormì a Gurro, dove la splendida “casa S. Carlo” ne conserva il ricordo. Lungo la mulattiera due modeste edicole ricordano l’episodio della povera mula che trasportava il Borromeo e che, nel tratto dove la mulattiera prende a scendere nella valle di Cavaglio provenendo da Traffiume, sbalzò di sella l’illustre pellegrino che miracolosamente scampò al disastroso volo nel baratro che gli sarebbe stato fatale.

Il cammino lungo la Borromea inizia a Traffiume (m. 245), presso la cappella “di Coss”, alle spalle dell’abitato in direzione dell’Orrido di Sant’Anna. La strada si alza subito e incontra dapprima i resti della cappella “della Torre”, nei cui pressi dovette sorgere una fortificazione eretta dai fratelli Mazzarditi, campioni di scorrerie e ammazzamenti nella Cannobio del ‘400. Poco oltre, un altro rudere, è quello della cappella “del S. Miracolo”.

Proseguendo, si aggira lo scosceso versante meridionale del Monte Giove. Si incontrano altre edicole votive, i prati di Campo, fino ad arrivare alle due cappelline “del miracolo”, quello di S. Carlo, dalle quali si discende rapidamente ad attraversare la valle di Cavaglio sul ponte “du Geu” (m. 393). In breve dal ponte si sale al paese. Verso Gurrone si sale lungo la carrozzabile che ha ripreso il tracciato della vecchia mulattiera e che si diparte sotto la piazzetta della chiesa.

Si lascia Gurrone dirigendosi verso l’interno della Cannobina e in prossimità del piccolo cimitero si incrocia una mulattiera che scende a sinistra verso Lunecco, sul fondovalle. Per raggiungere Spoccia invece si prosegue sul sentiero che si mantiene in quota.

Poco sotto l’abitato, in prossimità di una cappelletta “du Piat” (m. 750), si incrocia la mulattiera che proviene dal fondovalle e che in parte è stata assorbita dalla carrozzabile. Proprio la carrozzabile va discesa va discesa per un buon tratto per poter raggiungere Orasso. La si lascia in prossimità di un tornante dove si entra decisamente nella valle che discende dal Gridone. Si perde quota fino al riale che si supera su un ponte in muratura (m. 545). Di nuovo nel bosco per salire a Orasso. Si attraversa interamente il paese e appena fuori dall’abitato si incontra l’Oratorio del Sasso e si rientra nuovamente nel bosco in leggera ascesa. Al fondo della valle alla quale si è giunti ancora un mulino; oltrepassandolo si esce sui prati che annunciano Corsolo, preceduto dalla cappella settecentesca di Cuslor.

Da Cursolo la Borromea proseguiva verso Finero affrontando il superamento del Sasso di Finero. Oggi questo tratto è soppiantato dalla carrozzabile e chi vuole raggiungere Finero deve seguire il percorso che non ha alcun interesse escursionistico. Uscendo dalla conca di Daila, sul margine della strada, sono eretti i cippi che ricordano due protagonisti della lotta di liberazione, caduti in questo luogo nell’ottobre del ’44, Attilio Moneta e Alfredo di Dio.

Continuando lungo l’asfalto si trova, al di sotto dei casolari di Crèves, l’imbocco della mulattiera che raggiunge Provola. Poco oltre si supera il riale di Crèves, che segna il confine amministrativo tra Vigezzo e Cannobina, e in breve si raggiunge Finero (m. 856).

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