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località: FALMENTA
FALMENTA - FORNA' - MONTE ZEDA

Falmenta - Fornà - Monte Zeda

Difficoltà             ***

Tempo di salita  h. 4.50

Dislivello             m. 1550

Lo Zeda è la montagna di Falmenta, domina il paese e ne caratterizza il paesaggio.Si lascia Falmenta imboccando la gippabile in direzione Camberto (m. 820) e proseguendo sulla comoda mulattiera che tocca diversi nuclei di baite. Si continua verso l’interno della valle e si intraprende una salita un po’ ripida e tortuosa. Ad una svolta una modesta croce ricorda la caduta di un’alpigiana, Celesta Cerutti. Poco più avanti un bivio.

Proseguendo diritto si incontrano due povere immagini di due caduti della Resistenza fino ad arrivare ad un riale, dopo aver oltrepassato alcuni ruderi (m. 1.180). Ci si trova a questo punto nell’ampio circo che si apre al cospetto della Piota (“u Pincin” per quei di Gurro) e bisogna attraversare il vivace corso d’acqua andando a prendere l’evidente nervatura che divide i bacini della Piota e dello Zeda. Alzatisi un poco si aggira nel bosco la costiera andando a sbucare poi nella radura del Fornà inferiore (m. 1.400).

Si riprende a salire decisamente dalle baite in rovina con numerose svolte fra gli ontani fino a scorgere in alto il rifugio del Fornà (m. 1.649). Il Fornà è soprattutto ricordato per l’agguato in cui morirono sette partigiani nel giugno del 1944 e che una lapide addossata ad un grande masso nei pressi delle baite ricorda. Per guadagnare la vetta dello Zeda si consiglia di guadagnare il crinale che dalla destra dell’alpe va ad attaccarsi alla cresta Nord della montagna.

Da questo momento il cammino è per gli escursionisti più preparati.

Dopo un ultimo canalino e alcuni risalti si esce finalmente in vetta, dove si apre un panorama stupefacente (m. 2.156). Per la discesa si può continuare lungo la facile cresta orientale che lascia la cima per abbassarsi sul Pian Vadà. Giunti alla base del pendio sommatale dello Zeda si abbandona il sentiero che prosegue pianeggiante e si devia a sinistra per discendere senz’altro lungo la traccia che riconduce nel fornale a settentrione della montagna.

Si percorre la ripida “scala” che fa velocemente perdere quota per immettere nell’ampia conca, per la quale, tra pietre e ontani, si raggiungono nuovamente, con leggera ascesa, le baite del Fornà (m. 1.649).

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